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Post 'Non Autorizzo' sui Social: verità e rischi nascosti delle catene

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Scopriamo la realtà dietro i post di "non autorizzazione" sui social media e esploriamo come possono effettivamente aumentare la vulnerabilità agli inganni online.

Navigando su Facebook, è probabile imbattersi in post che annunciano una "nuova regola di Facebook/Meta", accompagnati da una dichiarazione di "non autorizzo" l'uso delle tue foto o messaggi.

Questi post possono sembrare un baluardo contro la violazione della privacy, ma in realtà sono basati su premesse errate e possono esporre gli utenti a rischi maggiori.

La falsa premessa dei post "non autorizzo"

Questi post tipicamente includono affermazioni come: "Non dimenticare che domani inizia una nuova regola di Facebook/Meta in cui possono usare le tue foto. [...] Non do a Facebook/Meta nessun permesso di usare le mie foto, informazioni, messaggi o post, sia passato che futuro. [...] Non condividere. Copia e incolla".

Tuttavia, è cruciale comprendere che tali dichiarazioni sono infondate.

I Termini di Servizio

Quando ci si iscrive a un social network come Facebook, si intraprende un'azione che molti utenti considerano di routine: l'accettazione dei Termini di Servizio.

Comprendere i Termini di Servizio è fondamentale, perché ti permette di sapere esattamente quali diritti stai concedendo e quali aspettative puoi avere nei confronti della piattaforma. Molti utenti accettano questi termini senza leggerli, ma ciò può portare a malintesi su come i propri dati e contenuti vengono utilizzati.

L'accettazione dei Termini di Servizio non è un semplice formalismo, ma un impegno legale che definisce come i tuoi contenuti possono essere utilizzati dalla piattaforma social.

Che cosa sono i Termini di Servizio?

I termini di servizio sono essenzialmente un contratto legale tra l'utente e la piattaforma social. Questo documento dettaglia le regole, le politiche e le aspettative per entrambe le parti. Include informazioni su cosa è permesso sulla piattaforma, come i dati degli utenti vengono gestiti, e quali sono i diritti e le responsabilità dell'utente.

Concessione dei diritti di riproduzione

Uno degli aspetti più importanti dei Termini di Servizio è la concessione dei diritti di riproduzione dei contenuti da parte degli utenti alla piattaforma. Quando pubblichi foto, video, testi o altri contenuti su Facebook, concedi automaticamente a Facebook una licenza non esclusiva per utilizzare questi contenuti. Questo significa che Facebook può memorizzare, riprodurre e mostrare i tuoi contenuti all'interno della piattaforma, e in alcuni casi, utilizzarli per fini pubblicitari.

L'inefficacia delle dichiarazioni "non autorizzo"

Pubblicare un post in cui si dichiara di "non autorizzare" Facebook a usare i tuoi contenuti non ha alcun effetto legale: una volta accettati i Termini di Servizio, non è possibile annullarli o modificarli unilateralmente attraverso un post. L'unico modo per revocare i diritti concessi è smettere di utilizzare il servizio e, secondo le politiche di Facebook, rimuovere i contenuti che hai caricato.

Pubblicare un post del genere è paragonabile a dichiarare che "il cielo è verde", un'affermazione chiaramente falsa che non altera la realtà e mostra, soprattutto, una mancanza di comprensione di dati di fatto basilari.

I rischi di diffondere tali post

Purtroppo la fretta, la velocità e l'utilizzo "leggero" tipico dei social network, possono far pensare "non so se è vero, ma nel dubbio lo faccio... cosa potrà mai succedere?".

In realtà la diffusione di questi post può essere pericolosa, per diversi motivi:

  1. Dichiarazione intrinseca di "ignoranza digitale": mostrando di credere a tali bufale, si segnala ai truffatori online che si potrebbe essere meno informati sulle pratiche di sicurezza online, rendendosi così bersagli più facili per raggiri e truffe.
  2. Contributo alla disinformazione: la diffusione di informazioni false può alimentare la disinformazione online, creando un ambiente meno informato e più vulnerabile agli inganni.
  3. Perdita di credibilità: ripetere queste affermazioni può anche danneggiare la propria reputazione online, mostrando una mancanza di discernimento critico.

Perché ci chiedono di "copiare e incollare" invece di condividere?

Una delle caratteristiche peculiari di questi post di "non autorizzo" è la raccomandazione di "copiare e incollare" il testo anziché semplicemente condividerlo. Questa istruzione non è casuale, ha l'obiettivo di massimizzare la portata e l'impatto del messaggio sui social media e ha implicazioni specifiche:

  1. Visibilità e algoritmi: quando un utente copia e incolla un post, anziché condividerlo, il social network lo tratta come un contenuto originale. Questo significa che, secondo gli algoritmi della piattaforma, il post ha maggiori probabilità di apparire nei feed di notizie degli amici e dei follower. Le condivisioni dirette, invece, spesso hanno una portata minore perché gli algoritmi possono dare meno priorità ai contenuti ripetuti.

  2. Tracciamento difficoltoso: i post copiati e incollati sono più difficili da tracciare rispetto alle condivisioni dirette. Per le piattaforme social, ogni copia incollata è un nuovo post, rendendo più complesso identificare l'origine e la diffusione della disinformazione.

  3. Personalizzazione e coinvolgimento: copiare e incollare permette agli utenti di aggiungere i propri commenti o modifiche al testo originale, rendendo il post più personale. Questo può aumentare l'engagement, poiché i post personalizzati tendono a generare più interazioni (like, commenti, ecc.) rispetto alle condivisioni standard.

  4. Evitare il contrassegno di "contenuto ripetuto": alcune piattaforme social possono contrassegnare o limitare la visibilità dei contenuti che vengono condivisi ripetutamente nella stessa forma. Copiando e incollando, gli utenti evitano questo contrassegno, mantenendo la visibilità del post.

  5. Sensazione di azione attiva: l'atto di copiare e incollare può dare agli utenti la sensazione di compiere un'azione più attiva e deliberata rispetto alla semplice condivisione. Questo può aumentare il senso di partecipazione e coinvolgimento nell'argomento del post.

Come Difendersi

Per proteggersi da queste catene social e migliorare la propria sicurezza online, è importante adottare alcune misure precauzionali:

  1. Educazione e consapevolezza: informarsi sul funzionamento dei social media e sui termini di servizio delle piattaforme che si utilizzano.
  2. Pensiero critico: prima di condividere un post, valutare criticamente la sua veridicità e utilità.
  3. Verifica delle fonti: cercare fonti affidabili per confermare o smentire le informazioni prima di diffonderle.
  4. Protezione della privacy: essere cauti nel condividere informazioni personali e sensibili online.
  5. Utilizzo di strumenti di sicurezza: installare software antivirus e utilizzare impostazioni di privacy e sicurezza robuste sui propri dispositivi e account social.
  6. Segnalazione di contenuti ingannevoli: utilizzare le funzioni di segnalazione delle piattaforme social per indicare post ingannevoli o sospetti.

 

La tua sicurezza online inizia con la tua consapevolezza e comprensione. Proteggiti e proteggi gli altri rimanendo informato e critico. Evitare di cadere nelle trappole delle catene social è un passo importante per mantenere un ambiente online sicuro e affidabile per tutti.

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Lorenzo Centurelli
Muove i suoi primi passi nel mondo professionale più di trent'anni fa; grazie alle esperienze maturate nella transizione da incarichi tecnici a ruoli di business strategico e marketing in aziende italiane e internazionali, oggi formula strategie innovative ed efficaci per guidare la crescita e il successo delle imprese.
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